FORMAZIONE

PERCORSO DI FORMAZIONE
SULL’ARTE COMICA
PEM Habitat Teatrali propone un percorso di formazione sul teatro comico curato e condotto da Rita Pelusio.
Un percorso che propone l’esperienza ventennale dell’attrice e regista e dei suoi collaboratori.
Il percorso formativo è composto da tre moduli che permettono un’indagine che attraversa le diverse forme espressive dell’individualità comica, dalla creazione del personaggio alla scrittura.
I moduli rappresentano un percorso organico ma possono essere fruiti anche singolarmente, avendo ognuno una propria specificità formativa.
L'UMANITA' COMICA
PERSONA O PERSONAGGIO?
condotto da Rita Pelusio

La comicità nasce dall’imperfezione, dal difetto, dalla fragilità umana. Saper ironizzare su se stessi è il punto di partenza e di arrivo dell’atto creativo.
Il lavoro si incentra sulla creazione e sullo sviluppo del personaggio comico, visto come motore della dinamica fisica e della scrittura teatrale.
Il personaggio infatti è una trasposizione scenica che ci permette di essere autentici e di trovare una verità emotiva che rende la comicità viva e concreta.
Credo che questo sia il privilegio della forma comica, questa è la sua libertà e la sua forza.
Questo laboratorio accompagna l’attrice e l’attore in un’indagine, attraverso il gioco, sulla propria natura.
In scena si è persone o personaggi? Persona, dal greco prosopon, indica sia il volto dell’individuo ma anche il personaggio che interpreta.
Nella parola stessa c’è la grande contraddizione. E questa è la chiave da cui iniziare a scoprire la propria comicità.
FASI DEL LABORATORIO
- Conoscenza del gruppo
- Costruzione del proprio personaggio
- Le emozioni del personaggio
- La consapevolezza
- Improvvisazioni verbali e non verbali
- Gli incontri
- Le gerarchie
- Le relazioni
Questo laboratorio nasce con il desiderio di proseguire nel percorso e nel metodo creativo con l’intento di prendersi un “tempo” che possa essere anche “luogo” di indagine sul proprio desiderio artistico.
Il percorso ha come obiettivo l’approfondimento del proprio essere scenico e la creazione di una drammaturgia di riferimento per un solo teatrale o un numero partendo dalla nostra Umanità Comica.
Vuole essere un momento di condivisione supportato dallo sguardo di tutto il gruppo dove ogni partecipante alterna l’essere protagonista all’essere spettatore.
Lavoreremo a partire dalle istanze della propria identità comica, dalla propria fisicità lavorando con archetipi, drammaturgie, testi e immagini di riferimento per tracciare una linea che possa essere di supporto nell’elaborazione scenica.
Questo percorso è la continuazione del precedente laboratorio si può organizzare con lo stesso gruppo oppure si può aprirlo ad un gruppo misto purché ogni partecipante abbia già fatto il primo livello.
FASI DEL LABORATORIO
- Il personaggio e il mondo
- Il mondo del personaggio
- Proposta del tema da trattare, quale riferimento? Quale desiderio?
- Canovaccio d’improvvisazione
- Improvvisazioni s che si alternano a momenti di autocreazione
- Conclusione e restituzione finale del proprio lavoro (breve numero o monologo)
L'UMANITA' COMICA
DALLA SCOPERTA ALLA CREAZIONE
condotto da Rita Pelusio

L'ANIMALE COMICO
condotto da Rita Pelusio

L’osservazione di un animale sulla quale costruire il personaggio è una tappa fondamentale dello studio di Jacques Lecoq.
La scelta dell’Animale ci racconta moltissimo.
Dal nostro Animale possiamo avere spunti fisici e di linguaggio, ma, cosa più importante, potremo sviluppare un punto di vista originale e inedito rispetto alla realtà in cui siamo calati.
L’animale è simbolicamente ciò che sta fuori dalle convenzioni umane, ciò che gli umani ritengono inferiore, sgradevole, da allontanare, e proprio per questo ci permette di avere uno sguardo differente sulla realtà.
Risponde alla nostra esigenza di raccontare con ironia il fenomeno umano mettendo a nudo le sue caratteristiche.
Arriveremo a costruire assieme un piccolo Bestiario Umano da cui ogni partecipante potrà trarre spunti per il proprio lavoro.
FASI DEL LABORATORIO
- Conoscenza del gruppo
- Studio e osservazione della fisicità
- Verosimiglianza e similitudine naturale
- Il proprio animale e l’evoluzione al comico
- Il linguaggio…i versi….
- Il gruppo
- Il pensiero
- l’osservazione dell’altro
- La gabbia
- La scrittura e il discorso
Si dice spesso che far ridere sia più difficile che far piangere.
Ed è assolutamente vero.
Il fatto è che nella comicità vi è tutto, non solo la risata: c’è l’emozione, il sentimento, la malinconia, la nostalgia, la rabbia, la critica sociale…
Come scriveva Bacthin, “il riso è davvero universale, come la serietà”.
É un modo per portare l’alto in basso e il basso in alto.
Per rovesciare la nostra visione delle cose e scoprire verità inconfessabili.
La scrittura comica è perciò l’esercizio più difficile in teatro che non può prescindere dal rapporto col corpo dell’attore e con l’esercizio del palcoscenico.
Alla fine ogni partecipante arriverà a comporre un breve elaborato che potrà eventualmente essere rappresentato o letto al termine del laboratorio.
Il lavoro è pensato per essere svolto in presenza, ma può adattarsi alla modalità on line.
DRAMMATURGIA
COMICA
condotto da Rita Pelusio
e Domenico Ferrari

IL COMICO MUSICALE
un viaggio nuovo e originale tra comicità e musica
a cura di Franca Pampaloni
e Anna Marcato
coadiuvato drammaturgicamente da Rita Pelusio

“Ci sono due regole d’oro per un’orchestra: iniziare insieme e finire insieme. Al pubblico non interessa un accidente di cosa succede nel frattempo.”
Così diceva T. Beecham rivolgendosi con ironia a chi lo interrogava sul suo lavoro di direttore.
La comicità musicale è un linguaggio sperimentato da molti anni ma solo ultimamente inizia a trovare un riconoscimento. Come si fa a costruire un ensemble comico? Quale repertorio? Quale composizione e quali elementi? Può uno strumento suscitare il riso? Gli strumenti diventano parte del proprio corpo, il suono la propria voce. La musica sostituisce la parola ed è universale.
In inglese suonare si dice play come giocare, e il lavoro sul comico musicale scaturisce proprio dal gioco tra il musicista e il suo strumento.
La tecnica è messa a servizio del personaggio, la dinamica, il tempo, la ripetizione, il mood e tutti gli elementi della musica compongono la partitura comica diventando una scrittura teatrale, una drammaturgia.
“L’inizio” e “La Fine” citati da Beecham diventano per noi due quinte teatrali dalle quali entrano ed escono i tutti i mondi possibili che la musica ci concede.
FASI DEL LABORATORIO
- Conoscenza del gruppo
- Io e il mio strumento
- Il repertorio
- L’ensamble
- Schemi comici musicali e le dinamiche
- Il pretesto scenico
- Armonia e disarmonia
- L’incidente musicale
- Il solo
- Il concerto
PERCORSO DI FORMAZIONE SULL’ARTE COMICA
ALL’INTERNO DEI PROCESSI EDUCATIVI
PEM Habitat Teatrali propone un percorso di formazione sul valore dell'arte comica all'interno dei processi educativi.
Educare significa etimologicamente “trarre fuori” “tirar fuori ciò che sta dentro”.
Diventiamo così facilitatori dell’emotivo dell’altra persona.
La figura del clown permette di far emergere ciò che nella quotidianità spesso non viene espressa.
Sapersi porre in una condizione di apertura e di ingenuità permette a noi di saper ascoltare e cogliere ciò che necessita l’altro.
Quando ci viene affidato un compito educativo, che sia in una classe, in un gruppo, in una comunità fragile ci viene affidato un ruolo.
Diventiamo così responsabili di un processo che dovrebbe accompagnare l’altro nel suo cambiamento, nella sua crescita.
Per questo in questo laboratorio avevamo bisogno di una figura iconica che potesse racchiudere il compito dell’educatore.
Per questo ci siamo ispirati agli angeli di Paul Klee.
Gli Angeli di Klee sono molto diversi da quelli della tradizione religiosa che li vorrebbe belli, immortali e divini, al contrario per Klee, l’angelo non è immortale, né spirituale, né divino: esso ha un corpo, e quindi è imperfetto, vicino alla condizione mortale ed effimera dell’uomo.
Il suo è inoltre un corpo brutto, in cammino e ancora maleducato.
Andremo a costruire il nostro clown, che si confronta con il difficile compito di occuparsi della vita.
Il Laboratorio alternerà momenti teatrali e di costruzioni comiche a riflessioni pedagogiche rimandando strumenti utili a chi si occupa di operare in “zone di fragilità”.
L'UMANITA' FRAGILE
LABORATORIO DI COMICITÀ SOCIALE
condotto da Rita Pelusio
e Francesca Gentile

ALTRI PERCORSI
PEM Habitat Teatrali propone ...tanto altro
CORSO DI CLOWN
condotto da Gardi Hutter

Il teatro clownesco è teatro fisico.
Il/la clown è una maschera, come lo sono Arlecchino, Pulcinella, il Buffone, l’August, ecc. Non è una maschera che si mette in faccia, tutto il corpo è “la maschera”- il personaggio.
La tecnica è simile al gioco delle maschere: non psicologico, ma tipologico, non naturalistico, ma artificiale, esagerato.
Il/la clown è un personaggio tragico che esagerando si rovescia in comico.
Questa alchimia funziona solamente se l’emozione usata è autentica.
Il gioco del clown è più vicino ai cartoni animati o ai burattini che al teatro di prosa. Ed è più vicino al dramma greco che alla comedy.
L’espressione centrale non è la parola, ma il movimento.
Clown è poesia del movimento.
Nel workshop ci avvicineremo attraverso giochi, improvvisazioni, esercizi e scritture sceniche a questa figura arcaica.
I/le partecipanti esploreranno il proprio corpo come strumento per trovare forme espressive personali. Giocando sulla base di una lucida logica drammaturgica, scopriranno una propria particolare comicità.
COS’È LA WRITERS’ ROOM?
La Writers’ Room è uno spazio di scrittura collaborativa per lo sviluppo delle serie TV. Un piccolo gruppo di sceneggiatori, coordinato da un Headwriter o da uno Showrunner, lavora collettivamente allo sviluppo di ogni singolo episodio della serie.
Mutuato dalla serialità americana, questo metodo negli ultimi anni si sta imponendo anche in Italia. Lavorare secondo questo modello presenta due enormi vantaggi: da un lato riduce i tempi di scrittura, agevolando la pre-produzione, dall’altro permette di sviluppare trame molto più imprevedibili e originali.
LA PROPOSTA DI WORKSHOP
Il workshop permetterà di partecipare a una Writers’ Room simulata guidata da due professionisti del settore, Andrea Piana e Marianna Stefanucci, che vestiranno i panni degli Showrunner.
Partendo da un case study di successo (un episodio della durata di 30 minuti), i partecipanti scopriranno i principi narrativi fondamentali e le regole per strutturare una trama, e si metteranno poi in gioco collaborando in tutte le fasi di scrittura di un episodio: soggetto, plot, outline, copione.
Il workshop si rivolge a futuri sceneggiatori, ma anche a chiunque voglia comprendere meglio la prima e fondamentale fase di creazione di una serie TV per poi magari lavorare nell’ambito della produzione, della critica o del giornalismo.
Il workshop si svolge nell’arco di 4 incontri.
WRITERS’ ROOM
un workshop sul metodo per scrivere le serie TV
di Andrea Piana e Marianna Stefanucci
